Tecnica

SONO I PREZZI CHE COMANDANO, NON I GRAFICI.

Per il mio modo di vedere, il grafico è una traduzione dell’atteggiamento degli operatori e degli scambi connessi. Nelle fasi di indecisione del mercato, guardo i segnali degli oscillatori e indicatori, ma sempre con la consapevolezza che la maggior parte di essi è un’immagine dei prezzi. Nessun trader scambia o compravende quantità di stocastico, e il saldo dei conti di trading non è alimentato dall’ipercomprato o ipervenduto, ma dalla differenza fra il prezzo a cui viene acquistato uno strumento finanziario e quello al quale è venduto.

Di conseguenza, per interpretarne i segnali dei mercati é opportuno “entrare dentro il  prezzo”, che va poi confrontato con :

  • il tempo
  • i volumi
  • la volatilità
  • il trend sottostante, di lungo-medio-breve periodo

Queste correlazioni permettono di isolare aree di prezzo, che hanno maggiore importanza se convalidate dall’azione dei volumi, e interpretate alla luce della volatilità del momento. Ad esempio, se entro in posizione su un determinato livello di prezzo che è in prossimità di una zona del grafico dove potrei trovare:

  • il massimo o minimo di ieri e/o degli ultimi 3 giorni
  • un ritracciamento significativo di Fibonacci su base settimanale
  • una media mobile importante
  • uno swing giornaliero
  • un punto pivot di supporto o resistenza

probabilmente dovrò porre maggiore attenzione a indicazioni di  breakout o divergenza, rispetto a quando mi troverò ad operare in zone più neutre. Sarò così in grado di riconoscere con precisione i falsi segnali per poi determinare i miei punti di entrata, di uscita e di inversione/stop.

CONOSCERE GLI STRUMENTI FINANZIARI SUI QUALI FARE TRADING

Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L'eccellenza, quindi, non è un'azione, ma un'abitudine (Aristotele).

Da quando ho iniziato questa professione, ho sempre e soltanto seguito i futures, attualmente anche tramite i cfd. Mi piace fare trading con strumenti liquidi e meno soggetti a news occasionali. Seguo anche i singoli titoli azionari, ma con una ottica diversa, più di tendenza daily/weekly e comunque sempre connessa ai movimenti degli indici sottostanti.

L’osservazione quotidiana di questi mercati mi ha convinto nel tempo che la specializzazione in una determinata operatività aiuti molto, e credo che la visione ripetuta del grafico sia un aiuto decisivo per interpretarne i movimenti. Ogni strumento finanziario ha le sue particolarità, e studiando i principali future e indici un po’ alla volta sono riuscito a familiarizzare con il loro andamento grafico. Avere confidenza aumenta il grado di fiducia in ciò che si fa: non è poco.

Con questo non intendo certo dire che comprare e vendere titoli azionari, e contemporaneamente operare sui future, sul forex e sulle opzioni e magari fare anche un po’ di commodities e di spread trading sia sbagliato, tutt’altro…! Ammetto solo che la mia scarsa flessibilità non mi ha mai permesso di fare bene più di un paio di cose alla volta ma, dopo aver accettato consapevolmente questo debolezza, ho cercato di trasformarla in un punto di forza.

MENTALITA’ PROFESSIONALE

Come formatore e operatore, ho un contatto quotidiano con molti colleghi trader. Spesso li vedo passare da un’operazione all’altra con troppa disinvoltura, senza magari rendersi conto che acquistare un contratto future sul Dax non significa soltanto depositare 20.000 € circa di margine, ma comporta anche maneggiare un derivato che vale circa 286.000 euro di controvalore (dati al 2.1.2017), con una volatilità che più volte ha superato 250 punti in un giorno, con picchi di 400. Ogni punto vale 25 euro. Fate voi.

La riflessione che dobbiamo quindi fare è questa : operare sui mercati finanziari è come partecipare al Campionato del Mondo di MotoGp o di Formula 1. Nelle competizioni ai massimi livelli gareggiano marchi di prestigio, squadre ufficiali e piloti di grande esperienza. Nulla è lasciato al caso, e non si scende in pista se non si è in perfette condizioni e dopo aver testato duramente ogni particolare. Si studia il circuito metro per metro, curva dopo curva, con estrema meticolosità . Questa è gente che non vuole arrivare seconda e non lesina sforzi per conseguire l’obiettivo.

Nel trading accade la stessa cosa.

Il Future sull’indice Sp500 scambia una media - dati al 12.10.2016 - di 1.725.000 contratti al giorno, che al prezzo di 2133 vuol dire un controvalore di quasi 185 miliardi di dollari che passano di mano dalla mezzanotte alle 22,15 ora italiana. Questi sono i miliardi di controvalore in base al sottostante scambiati sui sette principali fiducia che seguo. Un giorno soltanto di scambi, poco meno di 320 miliardi di euro.

Noi piccoli trader ci scontriamo ogni giorno con questa potenza di fuoco e con le più grandi istituzioni finanziarie del mondo, che sono sul floor da decenni e che vogliono i nostri soldi. Faranno di tutto per portarceli via, con le buone o con le cattive. Come pensiamo di affrontare la battaglia, senza conoscere le caratteristiche del mercato che stiamo affrontando, quali sono i soggetti che sono insieme a noi nel book (grandi investitori e piccoli operatori), che obiettivi hanno  e di quali mezzi dispongono per incidere o meno sulle quotazioni?

Quindi, per gareggiare alla pari e/o per portare a casa un buon risultato, che cosa è necessario fare?

  • Devo conoscere le regole (come funziona e chi fa il mercato)
  • Essere preparato (conoscenza analisi tecnica e grafica, ecc)
  • Avere la moto per vincere, e saperne le caratteristiche (sapere come si comporta lo strumento che trado)
  • Correre per un  team competitivo e affiatato (conoscere e saper usare la mia piattaforma grafica e dispositiva)
  • Aver provato a lungo sul circuito (grafici multiframe, simulazione, storico del mio mercato, esperienza visiva sui pattern)

E, last but not least, è necessario avere un’attrezzatura professionale. Sono i soldi meglio spesi: non fate trading con le piattaforme scadenti e con le macchine superate. I grafici buoni vi costano 3 euro al giorno, e ve ne fanno risparmiare 500 di mancati stop. Siate lungimiranti, e non avari. Imprenditori e non sognatori.